15 Set La DiChiarAzione dei 5 minuti
Five minute
De Clara Action
Uno psicologo americano, James J. Gibson, già negli anni '50-'70, attribuiva un particolare valore agli oggetti esterni (The Ecological Approach to Visual Perception). L'ambiente con i suoi oggetti offre possibilità di interazione ai viventi li presenti, tutti gli animali inclusi. L'albero da frutto offre la possibilità della raccolta al primate umano, mentre al gatto offre la possibilità dell'arrampicata. Ma a volte, la percezione diretta senza filtri, nella realtà "aumentata" dal disordine mentale umano acquista connotati distopici. L'oggetto come attivatore di azione.
5 minuti dichiarazione
Il titolo è a dir poco perfetto. Contiene già tutte le istruzioni necessarie e si riallaccia ai contenuti già pubblicati, come quello sull’osservare il pensare. L’effetto esteriore di una mente caratterizzata da una continua e variopinta emersione di pensieri è senza dubbio un agire confuso.
Attenzione!!
Se non hai praticato la prima puntata.. proseguire sarà solo un esercizio di lettura. Una forma di adesione estetica di cui il mondo è già saturo.
Quando la giornata inizia, sei in grado di osservare quello che fai alzandoti dal letto? Ti descrivo un quadro tipico, magari non è così per tutti. Quello che vedo è un automa cortocircuitato. Si avvicina al cassetto per prendere le mutande, ma il telefono si illumina. Notifiche? Lo prende in mano, ma il rumore del caffè in cucina lo distrae. Mentre va verso la cucina, vede degli spiccioli a terra e si china a raccoglierli. Poi il gatto miagola alla porta: deve farlo uscire. Pronto ad aprire, nota il telefono che vibra di nuovo, e lì vicino le chiavi. Doveva cercarle, ma perché? Afferra le chiavi, vede un post-it sul muro, lo prende ma subito sente l’urgenza di andare in bagno. corre verso il bagno, ma nel corridoio si blocca: i pantaloni sul comò sembrano stanchi. Doveva lavarli o forse erano pronti per essere indossati?
Ogni azione intrapresa diventa, lungo il percorso, il punto di partenza per un nuovo spin-off o si intreccia con il corso di qualche altra azione, iniziata e poi lasciata a metà. Infine, chiudendo l’uscio di casa, mi resta la domanda: ogni finestra operativa aperta è stata poi chiusa? Ma soprattutto, dove sono finite le chiavi di casa?!
Solcando livelli di distrazione, come iceberg affondano le radici nelle profondità liquide della coscienza. Eppure questo agire iniquo, esagerato, spreco energetico per l’ecologia della mente è comodo. Sicuramente mentre inanelliamo un’azione dietro l’altra, la mente vaga da un pensiero all’altro.. il canto delle sirene. Eppure sarebbe così semplice metterele a tacere, basterebbero 5 minuti Di Chiara Azione.
Si tratta di un esercizio che apparentemente è banale, ma la difficoltà è enorme.
Farlo bene richiede molto impegno. È breve, sfidante, complesso e porta chiarezza. Come una meditazione dinamica, perché richiede movimento. Stare fermi è più facile: osservi i pensieri. Ma se ti muovi…
Dichiarerete una volta per tutte chi è che comanda il vostro corpo, il vostro agire. Chi comanda normalmente? voi o ..siete comandati? Domanda semplice, risposta semplice: siete comandati. Perché? Perché è comodo e la scomodità è contraria a poltrone e sofà..
La scomodità è il motore del cambiamento.
Ogni volta che mi trovo in una situazione che non mi piace, che mi fa stare male o mi causa dolore, è proprio esplorando quella situazione, quel dolore, quel sentimento negativo, e rimanendo in quella scomodità, che scopro un modo, una via, spesso nascosta, per uscire da quell’inferno attraverso una trasformazione interiore. Tuttavia, per riuscirci, è fondamentale attribuire valore a questa scomodità e avere la capacità di rimanerci un po’ dentro.
La scomodità, come un buon consigliere, come il dolore o l’errore, ti indica cosa è necessario fare per produrre un cambiamento, un cambiamento radicale. Mostra ciò che non funziona con te.
Le istruzioni di base sono molto semplici. Sarebbe ideale utilizzare un timer specifico, anche se probabilmente la maggior parte userà il telefono; in tal caso, assicuratevi di tenerlo a distanza.
Prendiamo l’esempio più semplice, quello del mattino: ancora coricati, impostate un timer di 5 minuti e dichiarate a voi stessi quale sarà la vostra prima azione. Ad esempio: “Mi alzo e vado verso la macchina del caffè per accenderla.”
Questa è una dichiarazione base che, con un po’ di impegno, può essere articolata meglio. Ad esempio: “Accendo la macchina del caffè premendo il pulsante con il pollice della mano destra.” Restate sul semplice. Un’unica azione. Parto da un punto per andare in un luogo e fare una cosa. E la faccio. Qualsiasi idea vi venga in mente durante il percorso, per quanto numerose, la ignorate intenzionalmente. Completata l’azione, vi fermate e dichiarate la prossima. Compiuta anche questa, vi fermate nuovamente per dichiarare la successiva. Durante il movimento non si fanno dichiarazioni. Durante l’esecuzione dell’azione dichiarata non potete fare altre dichiarazioni, né pensare a cosa dichiarare dopo, né interrompere l’azione per aggiungere dettagli o integrare altre attività.
Dichiara l'azione che stai per compiere, scendendo nel dettaglio. Usa almeno 3 frasi di primo livello per descriverla.
- Parti da un punto per andare in quel luogo e compiere l'azione.
- Esegui l'azione.
- Ignora volontariamente qualsiasi idea che ti venga durante il percorso.
- Al termine dell'azione, fermati e dichiara la prossima azione.
- Compi l'azione dichiarata.
- Fermati e dichiara la prossima azione.
- Non puoi fare dichiarazioni mentre ti muovi.
- Durante l'esecuzione dell'azione dichiarata, non puoi:
- Fare altre dichiarazioni.
- Pensare a cosa dichiarerai dopo.
- Interrompere l'azione.
- Aggiungere elementi all'azione in corso, sia legati a essa, sia a movimenti differenti. - L'esercizio dura 5 minuti
Ritrovandoti con lo spazzolino in bocca, senza dentifricio perché nella dichiarazione non lo avevi previsto .. significherà una sola cosa: hai vinto!!
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